chirurgia maxillo facciale

 
 
Lunedì, 06 Aprile 2020 10:42

LA RIPRESA In evidenza

A Voi tutti,

a tutt’oggi le indicazioni per l’attività odontoiatrica sottolineano che vengano effettuate esclusivamente le “urgenze”, di cui abbiamo a lungo disquisito pochi giorni fa. Il blocco deciso e mantenuto fino al 13 di aprile non fa altro che confermare questo indirizzo e quindi la ripresa dell’attività odontoiatrica di routine, giustamente, viene posticipata a quando lo stato di “lock-down” verrà modificato, allentato, nuovamente definito.
Nell’ultimo Rapporto dell’ISS del 28 marzo 2020, parlando di DPI e attività a rischio non si accenna mai alla odontoiatria, ma sempre a procedure più complesse relative ai malati COVID-19. Questo forse è dovuto al fatto che le terapie d’urgenza praticate oggi dagli odontoiatri vengono considerate attività che non generano aerosol.

…” Il rischio aumenta quando:
o il contatto è ravvicinato (< 1 metro) e prolungato (> 15 minuti)2. o il contatto è di tipo ripetuto o continuativo, tale da aumentare il tempo complessivo di esposizione sia in ospedale che in altri ambiti assistenziali territoriali (come ad esempio operatori del territorio coinvolti nella assistenza medica ripetuta e/o continuata di casi sospetti e confermati di COVID-19) o si eseguono manovre e procedure a rischio di produrre aerosol delle secrezioni del paziente (esempi: rianimazione cardiopolmonare, intubazione, estubazione, broncoscopia, induzione di espettorato, terapie in grado di generare nebulizzazione, NIV, BiPAP, CPAP, tampone nasofaringeo, anche effettuato in comunità).
In questo contesto emergenziale e di carenza di DPI, I filtranti facciali devono prioritariamente essere raccomandati per gli operatori sanitari impegnati in aree assistenziali dove vengano effettuate procedure a rischio di generazione di aerosol…”

Anche se nell’ultimo Rapporto dell’ISS non si parla di odontoiatria, è comunque sicuro o perlomeno auspicabile che, in un tempo più o meno lungo, tutti noi potremo riprendere l’attività di routine, il nostro lavoro di tutti i giorni.

E’ ASSOLUTAMENTE impensabile praticare l’attività odontoiatrica senza produrre aerosol. La nebulizzazione è parte integrante della nostra professione e, se ora è giusto che le mascherine FFP2 e FFP3 vengano distribuite agli operatori che lavorano a stretto contato con i malati COVID 19, quando avremo la possibilità di ricominciare a lavorare anche noi, le “protezioni Filtranti Facciali” saranno IRRINUNCIABILI. Oggi queste mascherine scarseggiano pericolosamente, non credo per strane e perverse speculazioni, ma semplicemente perché l’Occidente in toto ha demandato la maggior parte della produzione di tali presidi sanitari, di tutti i DPI, all’Oriente (soprattutto a Cina e India). La produzione interna praticamente è inesistente e quindi questi dispositivi di protezione scarseggiano in modo grave e sistematico. Ne avevamo già all’inizio un numero insufficiente per affrontare una pandemia così grave senza contare che anche che la Cina ha dovuto utilizzarne una grandissima quantità per la difesa della propria popolazione.

Comunque, non sarà solo questione di protezioni, DPI, mascherine e quant’altro, tutta l’odontoiatria cambierà, radicalmente. Cambieranno i ritmi e le metodologie di lavoro, cambieranno i rapporti con i pazienti e con i collaboratori, sterilizzazione e sanificazione, già di livello elevato negli studi odontoiatrici, assumeranno un ruolo predominante rendendo impossibile lo stesso numero di prestazioni al giorno, le sale d’aspetto dovranno essere luogo di isolamento e non di aggregazione. Le progettazioni e realizzazioni degli studi saranno diverse, come i permessi, gli acquisti, le scorte di magazzino, ogni singolo aspetto cambierà, per lo meno nel breve e medio termine, almeno fino alla produzione di un vaccino sicuro. Gli esami sierologici saranno fondamentali, sia per gli operatori del settore, odontoiatri e collaboratori, ma anche per i pazienti, in modo tale che possa ricominciare un rapporto medico-paziente fiduciario, senza timori ed ombre che minerebbero quel clima di reciproco rispetto e stima che sono alla base di un percorso terapeutico intrapreso insieme. Questo perché non è “facile” vedere alla televisione un servizio relativo al n. 47 degli infettati coreani, ormai guarito, che, tornato al lavoro, si è auto-isolato e vive in questo pseudo-stato di solitudine, quasi sentendosi responsabile di chissà quale colpa.

Gli uomini sono animali con una grande capacità di adattamento e come tali anche gli odontoiatri saranno in grado di modificare il loro “modus operandi”, mantenendo in vita una professione difficile, faticosa, ma soprattutto appassionante. Questo cambiamento, però, non interesserà singole professioni o solo alcuni settori della società, ma riguarderà la popolazione del mondo intero in tutti gli ambiti lavorativi e non. Le abitudini, i comportamenti, le consuetudini sono state, sono e verranno stravolte e tutti noi dovremo contribuire al cambiamento, sfruttando al meglio i moniti che questa tragedia ci ha trasmesso. Mi auguro che questo possa realmente accadere, non permettendo al tempo di ovattare, mitigare, far dimenticare ciò che ha letteralmente stravolto l’esistenza di tutti anche se, purtroppo, spesso questo è successo nel passato. Venire a conoscenza che tre giorni fa (notizia comunicata dal Daily Mail) sono stati riaperti i “mercati umidi” in Cina, quei luoghi incivili dove indubbiamente, con una probabilità quasi assoluta, il Virus ha fatto il salto di specie, non può che sconcertare facendoci pensare che l’uomo è il peggior nemico di sé stesso.

Il Direttore Scientifico dell’Istituto Stomatologico Italiano
Prof . Luca de Micheli

e
Dott.ssa Luciana Bevilacqua
Dott. Filippo Azzali
Prof. Andrea Edoardo Bianchi